I Disturbi del Comportamento Alimentare (D.C.A.)

Introduzione

Cosa sono i Disturbi del Comportamento Alimentare

I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) sono condizioni estremamente complesse, che hanno radici profonde in situazioni psicologiche, biologiche e sociali.
Tali disturbi possono essere considerati come patologie dello sviluppo piuttosto che "solo" mentali.
In particolare all'interno di tali disturbi prenderemo in considerazione quelli che si presentano piu' frequentemente, e cioe' l'Anoressia Nervosa (AN), la Bulimia Nervosa (BN) e i DCA non altrimenti specificati, nei quali assume sempre piu' rilevanza il Disturbo da Alimentazione Incontrollata (DAI).

Attualmente, quando si vuole formulare una diagnosi descrittiva si deve fare riferimento ai criteri diagnostici citati nel DSM IV (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, 1994).

Considerazioni generali

La definizione e la classificazione della Anoressia Nervosa (AN) sono passate, nel corso della storia, attraverso varie fasi sia di tipo psichiatrico che biologico, mentre oggi e' riconosciuta come entita' che ha una sua specificita' che contiene in se' elementi altamente caratterizzanti.

Il termine anoressia, che risale alla parola greca anoreksi'a, composta dal prefisso negativo "an-" e dalla radice del verbo oreketeo che significa "ho appetito" appare decisamente inadeguato.
Infatti coloro che sono affetti da tale patologia sperimentano, almeno nella fase iniziale, una fame molto intensa, ma che viene negata e che progressivamente viene a mancare con l' instaurarsi della fase "cachettica".
L'elemento centrale non e' quindi la perdita di appetito, bensi' il rifiuto di mangiare e la conseguente riduzione del peso corporeo, rispetto al peso ideale per eta' altezza e sesso.

Alcuni dati statistici

  • L'eta' di esordio prevalente della AN si situa fra i 13 e i 19 anni, ma troppo spesso intercorrono tempi troppo lunghi tra il momento dell'esordio reale e del primo intervento a causa di rifiuti a riconoscere il problema.
  • L'eta' di esordio prevalente della BN e' certamente piu' tardiva e si puo' situare tra i 16 e i 24 anni. In questa situazione i motivi del ritardo diagnostico sono diversi da quelli della AN spesso per la capacita' di nascondere il problema.
  • I dati esistenti in letteratura riguardo i DCA riportano una prevalenza complessiva di AN e BN nella popolazione generale femminile di pari eta' intorno al 1.5%; i casi maschili sono 1:10 per l'AN e 1:20 per la BN rispetto alla popolazione femminile, con una prevalenza per la popolazione generale (maschile e femminile) di 0.1% - 0.2%. Il Disturbo da Alimentazione Incontrollata (DAI) e' calcolato intorno al 10% - 30% della popolazione obesa adulta, benche' la sua valutazione sia molto dipendente dai diversi criteri diagnostici utilizzati dai ricercatori (scende a 3% - 7% della popolazione maschile e femminile, se si utilizzano le rigorose indicazioni del DSM-IV).

L'Indice di Massa Corporea (IMC) o Body Mass Index (BMI)

L'Indice di Massa Corporea, frequentemente abbreviato come IMC o BMI (dall'inglese Body Mass Index) e' un semplice indicatore del rapporto tra il peso di un individuo e la sua altezza.
La sua potenza risiede nel permettere di classificare, in prima istanza e rapidamente, lo stato fisico di una persona in relazione al suo peso, attraverso la definizione di intervalli di valori dell'IMC cui corrispondono stati di sottopeso, normopeso o sovrappeso.

L'IMC e' definito come:

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dove il peso e' espresso in kilogrammi e l'altezza in metri. L'unita' di misura dell'IMC e', quindi, Kg/m2

L'Organizzazione Mondiale della Sanita' (OMS) ha standardizzato la classificazione dell'IMC definendo alcune soglie critiche che devono indurre l'attenzione medica.

ClassificazioneIMC minimo (Kg/m2)IMC massimo (Kg/m2)
SOTTOPESO- < 18.50
NORMALE18.5024.99
SOVRAPPESO25.0030.00
OBESO> 30.00-

Tab. 1 - Classificazione semplificata dell'IMC, cosi' come fissata dall'OMS.

Nonostante la sua versatilita', l'IMC e' solo uno degli indicatori che permettono di classificare lo stato fisico di un individuo e la sua valutazione deve essere sempre accompagnata da un'attenta analisi dello stile di vita adottato dalla persona, della sua storia clinica, della sua conformazione e della composizione, che deve necessariamente essere condotta dal medico.