I Disturbi del Comportamento Alimentare (D.C.A.)

L'offerta Terapeutica

Il team terapeutico

E' ormai da tutti affermata la necessita' che l'assistenza alle persone con DCA sia condotta da team multiprofessionali ed interdisciplinari che, nel reciproco rispetto delle singole competenza offrano al singolo paziente percorsi personalizzati, a seconda delle differenti specificita' sia per tipologia clinica e relativa gravita' sia per eta', condizione sociale, familiare etc. sia infine per le diverse tipologie organizzative dei servizi e delle relative competenze presenti.

Di seguito viene presentato un esempio di team utilizzato nell'ambito infantile-adolescenziale:

  • NEUROPSICHIATRA INFANTILE
  • PEDIATRA
  • PSICOLOGO
  • DIETISTA
  • INFERMIERE (AUSILIARIO)
  • VOLONTARIO

Il percorso assistenziale

Il ricovero presso il reparto di degenza ordinaria e' determinato da un basso peso corporeo (normalmente al di sotto del valore di 15 del Body Max Index (BMI) (peso diviso il quadrato della altezza) e/o da un importante stato depressivo (fino a situazioni suicidarie) e/o da situazioni familiari che rendessero impossibile un trattamento domiciliare e/o da gravi alterazioni ematochimiche o cardiologiche. Proprio per le caratteristiche legate all'eta' infatti la diagnosi, al ricovero, e' prevalentemente di AN (tipo restrittivo) nell' 80% dei casi.

Il percorso assistenziale e' caratterizzato da un intervento di tipo organico e psicologico integrati, anche in condizioni fisiche estremamente debilitate, dove e' riconosciuta la difficolta' di un efficace approccio psicologico. Questo ultimo rimane l' elemento cruciale della terapia, ma va affrontato, motivato e indirizzato persona per persona, potendosi individuare situazioni e bisogni diversi da caso a caso, variando la necessita' da indicazioni di tipo individuale e/o familiare, di gruppo o di impostazione analitica.

Dal punto di vista nutrizionale l' intervento della Dietista e' mirato alla ripresa di una dieta, intesa in senso lato, che abbia delle caratteristiche di equilibrio energetico, ma spesso anche a molto basso contenuto calorico.

Puo' essere utile sintetizzare il percorso diagnostico nei suoi vari momenti:

  1. Raccolta di dati di base
    • Anamnesi
    • Valutazione internistica e misurazione dei dati antropometrici
    • Indagini di Laboratorio
  2. Valutazione nutrizionale e presa in carico dietologica
  3. Inquadramento psicodiagnostico

In base alla diagnosi si forniscono indicazioni:

  • Per una psicoterapia individuale e/o familiare
  • per una terapia di coppia
  • Per un trattamento di semplice "supporto"
  • Per una eventuale terapia farmacologica

Nell'ambito dei lavori del Gruppo e' stata anche segnalata la necessita' di strutture di tipo residenziale o semi-residenziale ove sperimentare, eventualmente in modo co-gestito sovra-aziendale, trattamenti prolungati di riabilitazione per alcune tipologie di persone con DCA, prevalentemente di eta' adolescente e giovane-adulta.

Evidenze e risultati terapeutici

In ultima analisi:

Il punto conclusivo per la AN e' il persistere dell'assenza di dati: lo standard della "migliore cura" continua ad essere definito come "l'opinione migliore" di esperti piuttosto che una "migliore evidenza". I trials controllati continuano a dare risultati modesti o equivoci se non per un numero limitato e definito di sottogruppi di soggetti con Anoressia.

Il punto conclusivo per la BN e' che la Terapia Cognitivo Comportamentale (CBT), rappresenta la linea di trattamento di prima scelta. Il vero problema e' lo studio dei fallimenti e delle opzioni terapeutiche. Le alternative includono la terapia farmacologica e modelli di CBT innovativi.

Il punto conclusivo per il BED e' la costante associazione con l'Obesita' e con la comorbidita' psicologico-psichiatrica. Sebbene i dati non siano ancora numerosi esiste sufficiente evidenza che l'auto-aiuto, la CBT, la IPT e la Terapia Comportamentale per il controllo del peso sono trattamenti raccomandati.

Il punto conclusivo sugli psicofarmaci e' che per la AN non ci sono evidenze se non il fatto che i SSRI possono ridurre la probabilita' di ricaduta quando il peso sia stato raggiunto.
Gli antidepressivi sono chiaramente utili nella BN ma non esistono conclusioni sulle specifiche caratteristiche dei candidati, su quando la terapia deve essere iniziata e per quanto tempo deve essere protratta.
Emergono anche dati di evidenza per l'uso degli antidepressivi nel BED.