I Disturbi del Comportamento Alimentare (D.C.A.)

La Prevenzione dei D.C.A.

Nuovi programmi di prevenzione in adolescenza

Gli interventi di prevenzione dei D.C.A. in eta' adolescenziale, devono essere tenuti da psicologi in specialita' psicoterapeutica (Psicologia clinica o Psicologia della Salute) ossia insegnanti con un training specifico.
Le idee fondamentali su cui si devono basare i programmi di tali interventi sono:

  • Organizzare con un approccio interattivo e centrato sullo studente
  • Coinvolgere specificatamente le persone a rischio (targeted focus)
  • Focalizzare sull'autostima e gli aspetti positivi del "SE"
  • Prendere in considerazione le teorie contemporanee sullo sviluppo femminile
  • Valutare le esperienze delle ragazze e le loro emozioni
  • Promuovere le emozioni positive verso il proprio corpo
  • Promuovere una maggiore comprensione sugli effetti della pressione sociale ed il sistema migliore per combatterli
  • Tematizzare modelli bio-psico-sociali: se si presenta una societa' disorientata con frammentazione tra genitori, scuola, tra vita privata, familiare e sociale, politico-economica; se non si controlla piu' niente, si ripiega su se stessi controllando almeno il proprio corpo
  • Ripristinare la capacita' di pensare se stessi in termini di progettualita'
  • Diminuire la continua smentita dei propri bisogni: un bisogno puo' essere soddisfatto solo per il fatto che lo si avverta
  • Ripristinare le capacita' comunicative, dell'ascolto attivo di se stessi e degli altri, agendo sul sistema di relazioni nel quale il soggetto si inserisce
  • Abbassare l'interiorizzazione dell'ideale di magrezza, l'insoddisfazione con il proprio corpo, l'atteggiamento da dieta, aumentare la capacita' di gestione delle emozioni negative tramite un intervento che mira alla dissonanza con i valori socioculturali proposti ed espressi nelle relazioni interpersonali (volontariamente assumere la controparte e criticare l'ideale di magrezza in forma verbale, scrivendo e con giochi di ruolo)
  • Influenzare ed incrementare i fattori protettivi e ridurre i fattori di rischio per lo sviluppo di un disturbo

Inoltre, bisogna ricordare che:

  • Fattori protettivi sono sempre una combinazione di ingredienti ambientali e di variabili intrapsichiche o personali
  • E' necessario aumentare l'autostima e le competenze sociali, perche' sono fattori protettivi contro le stress, e migliorare la tolleranza al rischio e la gestione dello stress
  • Non e' l'induzione diretta dei modelli magri socioculturali e dei mass-media ma la "compliance" con i modelli scheletrici a indurre un disagio psicologico, un senso di insicurezza e di dubbio su se stessi, un senso di inadeguatezza personale fisica negli adolescenti
  • L'insoddisfazione con il proprio corpo, uno dei maggiori fattori di rischio per lo sviluppo di un disturbo dell'alimentazione, nasce dall'identificazione con un modello di corpo magro. La discrepanza dal modello ideale porta ad un disagio per specifiche parti o per tutto il corpo
  • Le opinioni soggettive sulle forme e sul peso del corpo sono predittori per un avvio di restrizione alimentare anche in presenza di un normopeso. Bisogna de-enfatizzare l'ideale di magrezza e la prestazione perfetta, abbassare la stigmatizzazione dell'obesita'

Le direttrici da seguire per perseguire gli obiettivi di prevenzione sono:

  • Aumentare la valutazione delle capacita' fisiche e dell'apparenza fisica, ossia l'autostima fisica
  • Enfatizzare le relazioni tra pari ed il successo sociale nel gruppo, valori alternativi nei rapporti interpersonali e abilita' di comunicare
  • Misurare l'efficacia personale, le competenze multiple e la capacita' di fare progetti e di raggiungere obiettivi, senso di competenza personale, controllo e potere
  • Tenere conto delle capacita' specifiche per l'eta' e le difficolta' all'introspezione, al pensiero astratto, all'empatia e sensibilita' per altri

Dal punto di vista pratico, i temi sono da scegliere in altri ambiti rispetto a quelli connessi con l'ideale di magrezza, ponendo una particolare enfasi su un ampio rango di valori personali e relazionali. Nello specifico bisogna:

  • Costruire un percorso interattivo, basato su un apprendimento attivo e collaborativo
  • Focalizzarsi sugli aspetti individuali e rinforzarli, affinche' offrano protezione contro la pressione sociale in altri campi della vita
  • Discutere il significato di un comportamento assertivo
  • Stimolare ed organizzare discussioni di gruppo e attivita' di problem-solving, limitando il numero dei partecipanti a 6-8 individui a gruppo
  • Organizzare giochi di ruolo ed esercizi cooperativi

E' importante, infine, un diretto coinvolgimento degli insegnanti che, attraverso un training specifico sull'ascolto attivo, devono saper fornire un feedback non giudicante e devono essere in grado di promuovere le informazioni, senza cadere in un uno stile "da lezione", ma piuttosto stimolando un apprendere per esperienza e per scoperta, lasciando aperta la fine della discussione.

I partecipanti raggiungono le loro mete tramite una personale esplorazione dei loro pensieri ed emozioni.