20 novembre: Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Cosa si prova ad essere un Clown di corsia FANEP?
Se vi dovessi rispondere in una sola frase direi: “Un insieme di piacevoli emozioni.”
In realtà una sola frase è troppo riduttiva per esprimere questa mia splendida esperienza di vita cominciata due anni fa.
Al traguardo dei cinquant’anni ognuno di noi si fa un regalo. Io, con la spinta di mia moglie mi sono fatto questo.
Lo desideravo da tempo, tanto tempo, ma gli incastri della vita spesso ti limitano le possibilità di fare alcune cose. Ora ci sono riuscito.
Quindi, prima il corso per diventare volontario Fanep, poi il corso Clown e poi finalmente si entra in reparto!
Come il primo bacio e il primo amore, la prima volta in reparto non si può dimenticare.
Inizio impacciato, poi pian piano, insieme alla complicità dei tuoi compagni, viene fuori il clown che c’è in te ed è un crescendo di parole, gesti, sorrisi ed emozioni. Ti sblocchi ed inizi a vivere novanta minuti in una nuova dimensione. I clown, i bambini, i genitori, i parenti, lo splendido personale sanitario.
Da quel momento è stato un susseguirsi di quello che all’inizio ho chiamato un insieme di piacevoli
emozioni.
E’ un’emozione il papà che, mentre stai uscendo perchè il turno è finito, ti ferma nel corridoio e ti stringe la mano dicendoti: “grazie, mia moglie mi ha detto che avete fatto ridere il mio bimbo e anche lei.
“Ne avevano bisogno!” Lo saluto con un abbraccio, un sorriso e il groppo in gola.
E’ un’emozione il bimbo di forse tre anni che ama farsi trasportare dalla mamma sul treppiede della flebo e quando ti vede, si ricorda di te e ti corre incontro gioioso e ti regala un bacio sulla guancia.
E’ un’emozione saltellare per il corridoio con uno stuolo di bambini facendo attenzione a non perstare le righe tra le piastrelle perchè lo sanno tutti che, se le calpestiamo, si fanno male.
E’ un’emozione farsi prendere in gito da “X” che mi comunica con il suo tablet.
E’ un’emozione salire e scendere con la mia amica “y” lungo il corridoio cantando canzoni inventate o suonate da un gioco preso in reparto.
E’ un’emozione la pernacchio del piccolo “N”. Così come il sorriso e la gioa che la mamma ci regala. Lei
a noi, lo capite questo?
E’ un emozione quando la la mia dolce amica “Z” da una stella con il suo ciuffo fucsia mi dice “stai zitto, sei brutto!”
Non so se potevo dire e condividere questa cosa, ma la sua mamma lo sa quanta gioia mi ha dato e quanti sorrisi riesce tuttora a rubarmi e regalarmi.
Si, proprio i sorrisi. Ci pagano così.
Noi con il carico di sorrisi ed emozioni viviamo poi una settimana fantastica.
Grazie Sant’Orsola di Bologna.
Grazie Fanep.
Grazie Clown.

Grazie a tutti i bambini del mondo e a chi da adulto riesce ad esserlo ancora con loro.
Ne hanno bisogno. Ne abbiamo bisogno.

Fabio Vignoli. Clown e volontario Fanep

1 commento su “20 novembre: Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.”

  1. Daniela Sparavier

    Caro Fabio hai riassunto in questa lettera tutte le emozioni che proviamo noi volontari quando siamo in reparto. Quanto riceviamo dai nostri bimbi e dalle loro famiglie! È un continuo arricchimento di emozioni, di amore, anche tanti groppi in gola come dici tu. Ricordo bene quando siete venuti a Riminiterme. L’abbraccio che ci siamo scambiati alla fine, tutti due con gli occhi lucidi, ma felici di aver passato qualche ora insieme coi bimbi della spiaggia. Grazie Fabio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *