86400 secondi al giorno per aiutare gli altri e la forza di una promessa mantenuta: benvenuto Sun tra i nostri nuovi volontari.

Buongiorno a tutti voi della Fanep,

sono uno dei ragazzi che il giorno sabato 30 ha concluso il secondo incontro di formazione per diventare volontario Fanep. Mi è sembrato di comprendere che vi facciano piacere le testimonianze sia all’inizio del percorso che dopo mesi, anni e decenni di gioco assieme. Innanzitutto volevo ringraziarvi per l’intervento di sabato e in generale per la bellissima esperienza, ahimè a distanza, vissuta in queste due lunghe giornate. Nonostante la giovane età vi lascio parole bisbigliate ma davvero sentite e profonde.

Mi chiamo Sun e ho scelto di diventare volontario Fanep molti anni fa mentre ero ricoverato presso il reparto di neuropsichiatria infantile nella corsia adibita ai Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione. Sono stati mesi estremamente duri ma il sorriso non smetteva mai di accompagnarmi quando a fine giornata ero riuscito a strappare anche solo una risata tra le mie compagne di battaglia. E’ stato Emilio a mostrarmi con quanta dolcezza si può entrare nella vita delle persone permettendo loro di dimenticare anche i demoni soffocanti che usualmente tempestano la mente. Una domenica, durante un pasto particolarmente complesso, ho capito che non appena fosse stato possibile sarei diventato volontario. Emilio mi ha dato con il suo caratteristico entusiasmo tutte le informazioni necessarie e sembrava mi avesse già preso sotto la propria ala protettiva, l’unico vincolo era che dovessi stare bene (ed essere maggiorenne). Sono uscito dal reparto. Ho affrontato molte altre montagne russe. Mi sono impegnato a guarire perchè la voglia di vivere era troppo luminosa per potermi fare annegare nelle tenebre. E ora posso dire di stare bene.

Ho lasciato trascorrere gli anni con la promessa che sarei tornato lì, proprio in quel reparto ma con vesti differenti, con un ruolo differente e così, appena compiuti i diciotto anni, sono venuto a bussare…ma anche la pandemia ha bussato e mi ha preceduto bloccando tutto il globo e con esso anche il mio sogno di far sorridere le mie compagne. Pazientemente, ho atteso con la certezza che il momento giusto sarebbe arrivato e così è stato a dicembre 2020 quando Emilio (con il quale il rapporto si era mantenuto negli anni) è tornato all’attacco e mi ha invitato a partecipare al nuovo corso spostato su dimensione virtuale: non potevo essere più felice.

Lo ammetto, in un primo momento mi ha spiazzato rivedere anche solo in foto quei corridoi, ascoltare rivedere i volti di quegli infermieri che tanto avevano dovuto  pazientare con i miei rifiuti…ma la nostalgia e il rimorso hanno lasciato spazio al nuovo e alla convinzione che proprio perché ho fatto un certo tipo di esperienza allora potrò contribuire con un valore aggiunto nelle vite di queste giovani anime. 

Non mi sento un profeta e non ho intenzione di credere che li salverò, ma l’empatia non mi è mai mancata (e neppure la modestia…) perciò sostengo che avverranno dei piacevoli scambi. Donare e ricevere contemporaneamente, in maniera dolce e fluida. Sono pronto a rivedere la malattia ma questa volta per fronteggiarla e allontanarla per quelle due ore di condivisione dove i colori inonderanno la stanza. 

La seconda giornata di formazione è stata molto più soddisfacente e mi ha arricchito profondamente tanto che dopo ore dalla chiusura della chiamata ho ancora un sorriso da orecchio a orecchio che non andrà via facilmente. 

Sono orgoglioso di come sta prendendo forma la mia vita e diventare Clown sarà l’ennesima riprova che vivere è bello, si, ma vivere in compagnia è il vero segreto per sentirsi completo. Ciò che più di tutto mi ha lasciato senza fiato dell’incontro è il donare tempo: quegli 86400 secondi che compongono una giornata possono essere spesi in maniera molto diversa e se noi scegliamo di investirli all’insegna del fare del bene…allora saremo davvero ricchi.

Voglio concludere ringraziando tutte le splendide persone che si sono messe a disposizione per formarci e spalancare le porte di Fanep aprendo anche le braccia in questo momento di criticità dove al posto di una stretta di mano si parla di distanziamento sociale e al posto di un caldo abbraccio ci si può emozionare solo con la comunicazione degli occhi.

Avete fatto davvero tanto e non vedo l’ora di partire in questa avventura con i nuovi compagni di gioco che ringrazio e spero di conoscere presto dal vivo: sono certo che questa esperienza mi rivoluzionerà la vita (perché le permetterò di farlo).

Arrivederci, anzi, a tra poco perchè infondo, il tempo, passa in un lampo quando si vuole giocare 💛

— Sun Elmi