Facciamoci sentire

FACCIAMOCI SENTIRE il 15 di marzo all’autodromo E. e D. Ferrari

Ormai i Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) hanno raggiunto livelli troppo elevati. La sanità ha difficoltà a tenere il passo.

Se a fatica riesce a curare 100, l’anno dopo si ritrova con 110/120 nuovi casi. Di questo passo, se non ci saranno grossi investimenti nella cura, i tempi di attesa per la presa in carico da lunghi diventeranno interminabili oppure le prestazioni saranno inevitabilmente diradate.

E’ il momento che tutti si facciano carico direttamente del problema: cittadini, Istituzioni, Legislatore.

FACCIAMOCI SENTIRE, dunque.

Siamo noi famigliari di Fanep (Famiglie Neuropsichiatria Pediatrica) che lanciamo questo appello accorato:

  • Ci ascoltino i Cittadini affinché si informino sulle patologie. I genitori, gli insegnanti, gli allenatori sportivi e tutti coloro che interagiscono con i giovani devono avere un minimo di preparazione perché dovranno riconoscere i primi sintomi e intervenire presto. I genitori, inoltre, saranno coinvolti nel percorso di cura e dovranno tenere d’occhio la salute del resto della famiglia e degli eventuali fratelli.
  • Ci ascoltino le Istituzioni. Facciano di più per informare i cittadini e non li lascino soli quando devono supportare una cura. E’ un momento molto difficile in cui si rischia un decadimento pesante della qualità di vita di tutta la famiglia.
  • Ci ascolti il legislatore. Le politiche che riguardano la famiglia (lavoro incerto e faticoso); la scuola e le attività sportive che, sembra non abbiano attrattività adeguate. La comunicazione famigliare, scolastica, sportiva, televisiva e del web spesso è opprimente e molto spesso è contraddittoria. Tutti elementi che evidenziano ripercussione sulla salute mentale di tutti, in particolare dei giovani. (vedi le conseguenze del covid).

Il 15 di marzo, nella Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, abbiamo lanciato questa richiesta all’opinione pubblica ed alle Istituzioni civili e sanitarie del territorio Circondariale dell’Imolese, ricevendo anche consenso a proseguire ed a fare gruppo insieme.

Erano presenti tanti cittadini, diverse associazioni di volontariato di salute mentale e le massime autorità degli Enti patrocinanti il progetto.

Anche il riscontro mediatico è stato interessante e ci auguriamo che il messaggio arrivi pure al legislatore.